A due anni dall'omicidio, Daphne Caruana non ha ancora avuto giustizia



Sono passati poco più di due anni dall'omicidio della giornalista d'inchiesta maltese Daphne Caruana Galizia e solo ora sembra iniziarsi a dipanarsi una matassa fatta d'inchieste, interessi politici, condanne internazionali e dispute sulla sua memoria.
Il giorno in cui Malta è cambiata per sempre è il 16 ottobre 2017, quando Daphne viene fatta salare in aria con un'autobomba a Bidnija, nella parte settentrionale dell'isola, vicino alla sua abitazione. A chiusura del suo ultimo pezzo, pubblicato poco prima di morire, aveva lasciato una frase poi suonata profetica: "Ci sono criminali ovunque io guardi. La situazione è disperata".
Nata a Sliema, Caruana Galizia aveva 53 anni e alle spalle già diverse cause per diffamazione e intimidazioni (il suo cane era stato ucciso), quando è morta. Si era fatta molti nemici in 30 anni di attività, lavorando sulla corruzione agli alti piani della politica e del business. Teneva il blog Running Commentary, uno dei più letti dell'isola, ma anche tra i più scomodi. Col suo lavoro, aveva portato sotto i riflettori il filone maltese dello scandalo dei Panama Papers, risalendo al coinvolgimento di Konrad Mizzi, ex ministro dell'Energia poi del Turismo e oggi dimessosi, e Keith Schembri, capo di gabinetto del primo ministro Joseph Muscat, anche lui dimessosi oggi.
Nonostante Muscat abbia condannato subito l'omicidio, è finito bersaglio di feroci critiche, prima di tutto da parte dei figli di Caruana - Matthew, Andrew e Paul - che lo hanno accusato di aver "riempito il suo ufficio di corrotti, la polizia di corrotti e imbecilli, e i tribunali di corrotti e incompetenti".
Il 17 ottobre 2017, esperti da tutto il mondo, compresi uomini dell'Fbi arrivano a Malta per aiutare nelle indagini.
Il 22 ottobre 2017, in migliaia si radunano per le vie de La Valletta ad onorare la giornalista. Il Civil Society Network, fondato all'indomani dell'assassinio, chiede la rimozione del commissario di polizia e del procuratore generale. Il giorno dopo, l'opposizione parlamentare presenta una richiesta in questo senso ma e' rifiutata dai partiti che appoggiano il governo, creando polemiche.
Il 24 ottobre 2017, il Parlamento europeo commemora la giornalista con un minuto di silenzio, il presidente Antonio Tajani chiede che l'Interpol partecipi alle indagini.
Il 3 novembre, Daphne viene sepolta.
Il 5 dicembre 2017, tre uomini - Vince Muscat e i fratelli George e Alfred Degiorgio - vengono arrestati col sospetto di essere gli esecutori materiali dell'omicidio. I tre si dichiarano non colpevoli. Nella fase precedente l'inizio della raccolta delle prove per istruire il processo, diversi magistrati ricusano il caso, per conflitto d'interessi, allenando così l'iter.
Il 2 febbraio, una donna è vista rimuovere i fiori dal memoriale spontaneo per Daphne, sorto al monumento Great Siege, a La Valletta. La questione dell'uso del monumento come memoriale è un tema di dibattito e polemiche ancora accese.
Il 15 aprile 2018, 45 giornalisti di 18 testate tra cui Guardian e New York Time si uniscono nel cosiddetto Daphne Project per continuare il lavoro della collega uccisa.
Il 17 aprile 2018, il Daphne Project pubblica una storia in cui cita testimoni che hanno visto il ministro delle Finanze Chris Cardona parlare con uno degli accusati dell'omicidio Alfred Degiorgio, prima e dopo l'omicidio. Cardona ha sempre negato le accuse.
Il 18 aprile 2018, sempre il Daphne Project lega il fondo segreto '17 Black' a società con sede a Panama riconducibili al ministro Mizzi e al capo di gabinetto del premier, Schembri. Entrambi respingono le accuse e Muscat li difende.
Il 16 ottobre, primo anniversario della morte di Daphne, si moltiplicano le richieste di giustizia e verità con i mandanti dell'assassino ancora non identificati.
Il 12 novembre 2018, il ministro della Giustizia Owen Bonnici ordina la distruzione del memoriale spontaneo a La Valletta. Il memoriale rinasce sempre, ma secondo la famiglia di Daphne i tentativi di distruggerlo sono la prova che il governo mira a diffamare e cancellare la memoria della madre, e il suo lavoro.
Il 31 gennaio 2019, il premier Muscat propone di ritirare la causa per diffamazione che ancora porta avanti contro Daphne, se i suoi eredi ammettono che l'articolo della giornalista su un controverso business di sua moglie era falso. Il figlio Matthew condanna il capo del governo, definendolo "assetato di sangue".
Il 26 giugno 2019, il Consiglio d'Europa - che aveva avviato un'indagine indipendente sul caso premendo che facesse lo stesso anche il governo maltese - diffonde un rapporto preparato da Pieter Omtzigt, deputato olandese e relatore speciale presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, che individua ostacoli che impediscono un'adeguata indagine sulla questione e di assicurare i responsabili alla giustizia. La Valletta critica il rapporto.
Il 16 luglio 2019, a 21 mesi dall'attentato arriva l'incriminazione formale per Vince Muscat, George Degiorgio and Alfred Degiorgio, accusati di essere i sicari. Il giudice Aaron Bugeja, che ha guidato l'inchiesta, è eletto a presiedere il processo. La procura chiede per tutti e tre l'ergastolo. Dei mandanti, invece, ancora nessuna notizia.
Il 12 agosto 2019 le intercettazioni telefoniche degli uomini coinvolti nell'assassinio diventano una questione importante nelle aule di tribunale e i loro avvocati chiedono che vengano esibiti i necessari mandati. La difesa degli imputati sostiene che siano state ottenute illegalmente.
Il 20 settembre 2019, il governo annuncia che aprirà un'inchiesta indipendente dopo le pressioni del Consiglio d'Europa. Ma la composizione della commissione d'inchiesta si attira forti critiche e dubbi sulla sua imparzialità e trasparenza.
Il 13 ottobre 2019, il Times of Malta riporta che Vince Muscat ha intenzione di testimoniare sul proprio ruolo nell'omicidio in cambio di uno sconto di pena. Anche se il governo smentisce, si ritiene vi sia stata una trattativa che prevede 12 mesi di detenzione - il minimo per un omicidio - con timori però per l'incolumità dell'uomo in carcere. Il 14 novembre 2019, Europol e inquirenti maltesi arrestano una persona la cui identita' non e' resa nota ma che si ritiene sia Melvin Theuma. I legali dell'uomo trattano con le autorità per la grazia presidenziale in cambio di cruciali informazioni sul caso.
Il 19 novembre 2019, Theuma viene considerato un 'intermediario' tra gli esecutori dell'omicidio e i mandanti, di cui - dicono i media - può fare i nomi. Il premier conferma l'offerta di grazia, fatta senza consultare il governo, e che sarà concessa solo in caso le informazioni fornite verranno confermate in tribunale.
Il 20 novembre 2019, il businessman dei casinò Yorgen Fenech, a capo del fondo segreto di Dubai '17 Black', su cui aveva puntato i riflettori Daphne, viene intercettato sul suo yacht 'Gio', mentre cerca di lasciare Malta. Viene ispezionato alla marina di Portomaso. Fenech viene arrestato in relazione all'omicidio Caruana.
Il 26 novembre, il caso si trasforma in un terremoto politico per il governo laburista: il capo di gabinetto Schembri ha rassegnato le dimissioni (Era stato Fenech a fare il suo nome) come pure il ministro Mizzi, mentre il ministro delle Finanze Chris Cardona si è autosospeso dall'incarico. Quest'ultimo era stato interrogato dalla polizia sabato. 





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